Villa Guastamacchia 

 

Della fondazione della villa non si hanno notizie certe, ma da un’analisi stilistica e dei documenti d’archivio si può collocare nella prima metà del Novecento. Luigi Guastamacchia, primo proprietario della villa, era un avvocato con una grande passione per l’architettura del paesaggio, che l’ha portato a curare il giardino personalmente. Dalla corrispondenza che Guastamacchia ebbe nel 1959 con lo studio di architetti paesaggisti fondato da Pietro Porcinai, s’intuisce come il suo interesse verso il giardino, all’epoca coltivato con piante da fiore, fosse così forte da spingerlo a chiedere al celebre architetto un intervento – mai avvenuto per sopraggiunta impossibilità economica dell’attento committente.

La villa mantiene saldi contatti stilistici con l’architettura urbana della città, anche se in località periferica rispetto al borgo antico, e si sviluppa su due livelli contrassegnato da un assetto a unico blocco reso movimentato dalla bicromia bianco-rosa del bugnato liscio delle lesene che corrono lungo la facciata.

 

Il giardino 

Di limitata estensione e rinchiuso da un’alta recinzione, il giardino di Villa Guastamacchia è strutturato in due viali perpendicolari nel cui punto d’intersezione si colloca una struttura a esedra con panchine in pietra. Il viale d’ingresso della villa è contraddistinto da pilastri a sezione cilindrica sui quali trovano posto vasi decorativi. A destra, nella parte di giardino più estesa, si colloca la sezione coltivata ad agrumeto, separato da un piccolo muretto e attraversato da un minuto viale. Sempre nella parte destra del giardino vi è un pergolato con colonnine asimmetriche che insieme con i tralci di vite rossa canadese creano una naturale zona d’ombra. La villa oggi è un centro destinato agli anziani, così come espressamente richiesto nel legato testamentario dallo stesso avvocato Guastamacchia, che lo ha ceduto al comune di Trani nel seconda metà del Novecento.

Specie arboree principali: Pini, Abeti, Bosso, Vite Canadese, Terebinti e Palme.

 

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